Relazione annuale 2005
Nel corso di quest’anno ci siamo chiesti sovente se un’Accademia Tedesca a Roma ha ancora una raison d’être. Ebbene, tale questione esistenziale si pone ormai con particolare urgenza poiché dalla scorsa primavera, quindi per i borsisti dopo solo qualche settimana dal loro arrivo, non ha praticamente mai smesso di piovere: 191 giorni di pioggia, secondo le statistiche. E i tetti di molte chiese sono ora completamente ricoperti di verde. Ogniqualvolta aspettavamo visite abbiamo dovuto avvertire di portare l’ombrello, come se la Villa si trovasse a Londra. Anche questa relazione è stata scritta in un giorno di pioggia scrosciante.
All’inizio di febbraio sono giunti i nuovi borsisti ed è una nuova regola dare loro il benvenuto con una colazione durante la quale vengono discusse tutte le questioni riguardanti il soggiorno. Successivamente è prevista una passeggiata nel quartiere con Dennis Päschel, per conoscere i negozi, gli uffici, le banche, i bar e la piazza a noi vicina, Piazza Bologna.
A partire da quel giorno Shara Wasserman, la nostra responsabile delle relazioni artistiche, ha offerto un ricco programma di escursioni locali, spesso anche parecchie alla settimana, finalizzate ad ambientarsi nella città e a fissare i punti di riferimento artistici, quali ad esempio Santa Costanza e il Museo d’Arte Contemporanea di Roma MACRO, l’abitazione di Sant’Ignazio di Loyola così come le gallerie situate nell’area circostante: a Shara preme fornire un ampio quadro storico e una panoramica delle attuali offerte. In passato avevamo notato talvolta una singolare riluttanza ad addentrarsi nel centro della città, ma così abbiamo creato una rete che ha consentito ai borsisti di avvicinarsi maggiormente a Roma. Questo programma si protrae fino all’inizio dell’estate e include anche visite presso altre istituzioni e accademie a Roma e fuori città.
Parallelamente i borsisti hanno fatto conoscenza tra di loro nell’ambito di presentazioni degli atelier, a cui ha partecipato anche il personale di Villa Massimo, giacché è essenziale conoscere non soltanto i borsisti in generale, bensì ciascuno di essi con la propria opera. Tale processo di familiarizzazione è proseguito con l’housewarming party, durante il quale gli abitanti di Villa Massimo hanno avuto modo di incontrare una cerchia di persone competenti non solo per la città di Roma, ma anche per molte singole questioni di loro interesse. Nell’atmosfera rilassata di una simile serata si sviluppano di solito i primi contatti personali e le prime cooperazioni.
Vi sono state inoltre numerose studio visits, visite soprattutto di galleristi, collezionisti e curatori romani, volte a far conoscere in modo più particolareggiato l’ambiente romano agli artisti visivi di Villa Massimo. Nel corso del 2005 a queste visite hanno fatto seguito anche partecipazioni a mostre allestite in città.
Appena iniziato l’anno accademico, a metà febbraio, abbiamo inaugurato la tradizionale mostra personale: Diario romano (Villa Massimo) e una selezione di libri d’artista di Jürgen Partenheimer. Questa esposizione, realizzata ancora una volta grazie al sostegno del Kulturforum dall’Altana AG di Bad Homburg – per cui desidero rinnovare i miei più vivi ringraziamenti al Presidente del Consiglio di Amministrazione Dr. Nikolaus Schweickart e alla Direttrice del Kulturforum Dr. Andrea Firmenich – ha rappresentato la felice combinazione di due iniziative. Da un canto Andrea Firmenich ha preparato con diversi musei la mostra dei libri d’artista, dall’altro noi abbiamo voluto esporre il Diario romano che aveva avuto origine nel novembre del 2003 durante il soggiorno di Jürgen Partenheimer a Villa Massimo come ospite d’onore. Questo Diario nel frattempo è molto ambito dai musei: è giunto da noi dopo essere stato al Museum am Ostwall di Dortmund, passando per Amsterdam e Rio de Janeiro, in seguito è stato esposto in Germania e in primavera potrà essere ammirato alla Staatliche Kunsthalle di Karlsruhe, successivamente a Londra per poi proseguire per l’ultima tappa al Reina Sofia di Madrid. Il plico è venuto alla luce nell’atelier 15 e non si potrebbe desiderare maggior effetto per e grazie a Villa Massimo.
All’inizio di marzo ci ha fatto visita, come già l’anno scorso, l’Istituto di analisi funzionale dell’Università di Tubingia diretto dal Prof. Dr. Rainer Nagel. I borsisti non hanno subito colto il senso di tale visita: matematici a Villa Massimo?! Ma non è andata proprio così. Non solo perché ad aprire l’evento è stata un’impegnata discussione con un ospite, l’allora Vice Presidente del Bundestag tedesco Dr. Norbert Lammert, che come tutti noi quel giorno non poteva presagire quanto sarebbe mutato il panorama politico in Germania nel corso dell’anno, ma anche perché un borsista, il compositore e pianista Rudi Spring, ha mostrato - scatenando il divertimento generale -come si può suonare al pianoforte la Curva di Koch. Episodi come questo rappresentano i piccoli, rari ma particolarmente felici momenti di un’Accademia.
Era da poco cominciato l’anno per i borsisti di Villa Massimo quando ci sono stati già i primi addii a Villa Serpentara e Casa Baldi: Thomas Rosenlöcher, Arthur Becker e Ka Bomhardt. Alla fine di marzo in entrambe le case d’arte si è svolta la prima presentazione finale, con esposizione e letture, in un’allegra atmosfera che i padroni di casa si son ben meritati.
Una manifestazione di grande rilievo in primavera è stata la nuova edizione del ciclo Soltanto un quadro al massimo, questa volta con rispettivamente un’opera di Marisa Merz e Rebecca Horn. Marisa Merz ha scelto una grande icona su sfondo dorato, un lavoro insolito nella sua oeuvre, mentre Rebecca Horn le ha contrapposto un’opera creata appositamente per l’occasione, l’Uovo della vedova. Generalmente le opere d’arte di questa serie espositiva sono tutte di altissima qualità, ma l’armonia tra queste due era di un’intensità assolutamente particolare: per il modo in cui l’artista più giovane ha reagito alla maggiore, operando con gli stessi strumenti, per come ne sono risultati due lavori che più diversi non potevano essere eppure alla fine convergevano nella stessa visione dell’invenzione artistica e dell’essere artista.
Questa esposizione, questi due lavori, sono stati visti in tre giorni da settecentocinquanta persone e successivamente le nostre sale espositive hanno registrato fino a ottanta visitatori al giorno. È un successo enorme per due quadri, un successo che dobbiamo anche al generoso e fantasioso sostegno di BMW Italia, del suo Presidente Dr. Marco Saltalamacchia e del suo Responsabile della comunicazione Dr. Gianni Oliosi. È stato divertente come Gianni Oliosi e il suo collaboratore Gianmaria Radice hanno arricchito l’incontro tra artisti italiani e tedeschi con due ulteriori presunti opposti: i vigneti Dönhoff delle regione tedesca Nahe e la casa vinicola toscana Antinori si sono incontrati con nuove creazioni e due dei migliori cuochi d’Italia, Heinz Beck e Antonello Colonna, hanno cucinato pietanze mai assaggiate prima. Quella sera era pressoché impossibile contare tutte le star televisive, i politici e i direttori di notiziari e quotidiani – presenze preziosissime per i nostri contatti e l’immagine pubblica di Villa Massimo. Sono state splendide serate anche per tutti noi, che hanno dimostrato come la Germania guadagni punti anche al di fuori del mondo dell’arte. Pertanto un grazie di cuore a Milano.
Mi preme ora sottolineare che l’immagine e la considerazione pubblica di una persona o istituzione in Italia si misura in particolar modo alla sua ospitalità, prima che ci si rivolga ai contenuti. Chi non invita, non riceve nemmeno visite e a chi non è stato in precedenza generoso, non gli si apre alcuna porta, do ut des. Questo è un atteggiamento latino rimasto invariato dall’antichità, che dobbiamo osservare anche noi se vogliamo contare in Italia; non come al nord, dove prima viene il dovere e poi il piacere. Già il Legato prussiano Barthold Georg Niebuhr si lamentava nel lontano 1819 del fatto che qui perfino in una semplice conversazione è di rigore il gelato per essere apprezzati: “... ed io non voglio apparire ovunque avaro” (da: Golo Maurer, Preuβen am tarpeijischen Felsen [la Prussia alla Rupe Tarpa], Regensburg 2005, pag. 24 e seg.).
Come consuetudine il Festival del cinema tedesco è stato inaugurato a Villa Massimo, questa volta tuttavia la manifestazione si è svolta in un’atmosfera molto tranquilla. Il film di apertura è stato “La Rosa Bianca” e alla proiezione era presente anche la protagonista Julia Jentsch. Non una festa, ma serie conversazioni, era la vigilia delle esequie del Santo Padre. Da esterno non ci si può probabilmente immaginare quanto questa morte abbia commosso i romani e come sulla città sia calato un profondo lutto, spesso vissuto molto personalmente.
Un piccolo e intimo evento è stato la cena nel giardino retrostante l’edificio espositivo assieme ai nostri ospiti d’onore Cees Nooteboom e Rüdiger Safranski e con i borsisti. Prima di sedersi a tavola i due ospiti hanno raccontato dell’amicizia che li lega ricordando la relazione tra Goethe e Schiller. Gli incontri personali tra ospiti d’onore e borsisti hanno un valore particolare, poiché è poco probabile che si verifichino al di fuori delle attività dell’Accademia. In questo spirito anche il Professor Thomas Herzog a marzo ha instaurato importanti contatti con l’ambiente romano dell’architettura.
Piacevole e istruttiva al tempo stesso è stata, all’inizio di giugno, un’escursione in Umbria dei borsisti assieme a Ute Brunn, su suggerimento di Gabriele Basch, per visitare la Fondazione Burri e il Civitella Ranieri Center, un punto d’incontro di artisti internazionali finanziato e gestito da un’istituzione privata americana, dove ha avuto luogo un vivace scambio con i borsisti ivi ospitati. Lo stesso vale per la nostra gita annuale, a cui partecipano sempre i dipendenti e i borsisti con le loro famiglie, che ci ha portato negli splendidi Giardini di Ninfa, a sud di Roma.
La Biennale di Venezia ovviamente influenza il programma estivo. Perciò abbiamo fatto di necessità virtù ed abbiamo invitato il curatore del padiglione tedesco Dr. Julian Heynen a Villa Massimo, per presentare gli artisti e le loro opere alla stampa italiana e ai corrispondenti tedeschi. A causa della Biennale è stato altresì necessario posticipare di una settimana la data della presentazione estiva dei borsisti e della festa organizzata in quest’occasione, tradizionalmente in calendario per il 10 giugno, l’anniversario della nascita del nostro fondatore Eduard Arnhold. Ci dissero che dovevamo temere la concorrenza della Fiera dell’arte di Basilea, ma quel giorno a Basilea non può esserci stata una così grande affluenza perché da noi era pieno – nonostante l’iniziale pioggia tipica di questo Paese. La brass band berlinese beat’n blow ha salutato gli ospiti tra l’altro con I Can’t Stand The Rain, regalando a tutti una piacevolissima serata.
I borsisti di Casa Baldi e di Villa Serpentara a Olevano Romano, Anja Billing, Edgar Lissel e Andy Brauneis, che il giorno successivo si sono congedati dal paese con un evento intitolato Jo Picocco in cui hanno esposto le loro opere e ha suonato la stessa band (la festa questa volta non si è conclusa a Casa Baldi, bensì nel centro di Olevano, dove si è giunti scendendo dal monte in una sorta di processione seguendo la band che con la sua musica incantevole in pochissimo tempo ha raccolto attorno a sé e fatto danzare gran parte dei cittadini di Olevano: una serata indimenticabile), alla festa dell’estate hanno presentato i loro lavori nello Studio 1 come ospiti di Wolfgang Kaiser, che a sua volta si è ritirato sulle sue scale con un’installazione rappresentante l’incidente di un motorino. Jakob Timpe ha esposto i suoi ultimi lavori riferiti a Roma e al parco di Villa Massimo, mentre sono stati eseguiti primi concerti di Rudi Spring, Sandra Hastenteufel ha messo in mostra i suoi ritratti di danzatrici in piccolo formato nonché filmati video, Gabriele Basch l’inizio di un’installazione via via cresciuta nel corso dell’anno, costituita da papercut di carattere vegetale, mentre Feridun Zaimoglu ha prodotto assieme al partner di Gabriele Basch, Hans Otto Richter, un video con immagini di Roma in cui erano inserite letture di testi romani di Feridun. Julia Franck ha mostrato il suo ambiente di lavoro con accanto un progetto di lampada di Jakob Timpe. Veronika Kellndorfer ha proiettato nel suo studio con una complessa tecnica l’area d’ingresso di Villa Massimo, mentre Sebastian Claren e Manuel Franke con sua moglie Leni Hoffman si sono presentati con un lavoro congiunto, un’installazione spaziale e sonora nel Gartenhaus della Villa. La Galleria ha ospitato fino a settembre un’esposizione degli artisti visivi che ha registrato un’ottima affluenza.
Per ben due ore i diversi studi sono stati affollati di visitatori che hanno osservato e parlato con gli artisti dei loro lavori. La curiosità nei confronti dei nuovi arrivati è sempre grande e i contatti stabiliti in quella serata si sono rivelati utili nella seconda metà del soggiorno dei borsisti.
Gabriele Basch e Jakob Timpe hanno riscosso un ulteriore successo personale con la loro comune installazione centrale alla mostra estiva dell’Accademia Rumena, a cui hanno preso parte grazie all’iniziativa ben accolta della borsista Dina Dancu, che aveva invitato a partecipare anche molte altre accademie.
Nel ciclo di concerti Solo un suono al massimo quest’anno il celebre suonatore di flauto traverso Roberto Fabbriciani ha eseguito tra l’altro prime assolute dei nostri borsisti Rudi Spring e Sebastian Claren. L’atmosfera di questi concerti da solista nel cortile interno del Villino è stata, per la Neue Musik, straordinariamente rilassata e gaia, come hanno osservato soprattutto i musicisti e i compositori: il solista deve relazionarsi con la città in condizioni assolutamente sfavorevoli, con gli uccellini, gli aerei della Ryan Air, le ambulanze del vicino nosocomio, una decina di linee di autobus - dalla 140 alla 542, le automobili e le moto nonché con i passanti a volte divertiti e a volte litigiosi. Questi fattori di disturbo, che alla fin fine non sono eccessivi, rappresentano tuttavia una sfida per pubblico e musicisti, quindi ne risulta per tutti una vittoria dell’arte. I due concerti svoltisi finora sono già leggenda nella scena italiana, come mi ha riferito il contrabbassista Stefano Scodanibbio.
La splendida manifestazione di chiusura prima della pausa estiva la dobbiamo anche quest’anno a Elisabeth Missland, che assieme al Presidente dell’Associazione stampa estera Dr. Antonio Pelayo ha assegnato i premi cinematografici del Globo d’Oro a Villa Massimo. Il cinema italiano era rappresentato da quasi ottocento ospiti; erano presenti grandi star come Emir Kusturica, ma tutti non avevano che occhi per Monica Bellucci, che ci ha portato un soffio di Hollywood accompagnata da una pioggia di flash. In simili serate con attori così vivaci e aperti e l’atmosfera leggera e amichevole che si crea nel successivo diner, mi dispiace un po’ che a Villa Massimo non ci siano artisti di scena – quanta vita e spensieratezza portano infatti con sé.
Dopo la fine dell’estate, se tale la si può definire, è stato da noi come ospite d’onore Sean Scully con la moglie Liliane Tomasko, anch’ella artista: un irlandese cresciuto a Londra che lavora a New York e Barcellona. Ci ha reso visita perché è anche Professore alla Akademie der Bildenden Künste München (Accademia delle Belli Arti di Monaco di Baviera) e in Germania è molto apprezzato come artista. Con Scully e con l’artista romano Domenico Bianchi abbiamo realizzato la quinta edizione del nostro ciclo espositivo Soltanto un quadro al massimo. Questa volta il tratto comune era rappresentato dalle stratificazioni in cui nasce un dipinto, la pittura stessa era il tema ed anche queste due grandiose opere hanno evidenziato che i quadri di questa serie sono orientati in modo particolare agli artisti stessi. Con questa mostra abbiamo partecipato anche alla Notte Bianca tanto amata dai romani, un’iniziativa del Comune di Roma a cui aderiscono un gran numero di istituzioni e negozi che rimangono aperti tutta la notte. La vita notturna romana è comunque vivace, ma nella Notte Bianca sono veramente tutti in giro.
Alla fine di settembre Friedemann Grieshaber, Heike Weber e Sergej Newski si sono congedati da Olevano con il motto Compiti per casa. È stata una delle tante serate molto apprezzate e divertenti che ormai fanno parte della vita di Olevano. Ci si dice addio, si osserva cosa è stato fatto e lo stare assieme in compagnia significa da parte degli abitanti di Olevano: ritornate!
In autunno vi sono stati molti eventi particolari e di più piccole dimensioni: conferenze per esempio di Wolfgang Lorch e Nikolaus Hirsch, gli architetti che costruiscono ovvero hanno costruito rispettivamente le sinagoghe di Dresda e Monaco di Baviera, sulle forme dei loro progetti architettonici e sulla cultura della memoria in Germania. A Villa Massimo si sono svolti anche convegni dell’Istituto Storico Germanico (DHI) e dell’Associazione Humboldt. Anche Joep van Lieshout, a Roma in realtà per una conferenza al Museo d’Arte Contemporanea MACRO, si è trattenuto da noi, ha visitato gli atelier e ha avuto intensi incontri con i borsisti. Nell’ambito di un’ulteriore collaborazione con il MACRO, nella Sala Mosaico di Villa Massimo ha avuto luogo il diner di gala che ha fatto seguito all’inaugurazione della grande mostra di Wolfgang Laib. Questa manifestazione è stata realizzata interamente a cura del MACRO, ma io ritengo sia nostro compito contribuire alla presentazione di celebri artisti tedeschi a Roma almeno mettendo a disposizione le nostre belle sale. Ciò peraltro approfondisce la collaborazione con le istituzioni italiane e crea sempre nuovi contatti.
Una giornata particolare è stata, come sempre, la visita di Pompei guidata dal Dr. Heinz-Jürgen Beste dell’Istituto Archeologico Germanico. Il valore di questa escursione non necessita di spiegazioni, tutti vogliono prendervi parte. Rimane da ricordare che alla fine della giornata grazie a Dennis Päschel abbiamo avuto l’opportunità di conoscere a livello teorico e pratico la produzione campana di mozzarella.
Il pianista Hans Lüdemann, membro della giuria di selezione dei borsisti di Villa Massimo, all’inizio di novembre ha suonato per noi degli adattamenti di musica africana che aveva eseguito il giorno prima al Vertice sull’Africa svoltosi a Bonn dinnanzi ai Capi di Stato ospiti del Presidente Federale Köhler. E infine vi è stato un concerto del brillante pianista Martin Helmchen, regalatoci da Rolf e Irene Becker in occasione della visita della Konzertgesellschaft, l’Associazione concertistica di Monaco, con il suo Presidente, il Principe Johann Georg von Hohenzollern, e l’accorto e fantasioso coordinatore Helmut Pauli. Al ricevimento che vi ha fatto seguito al nostro borsista compositore Rudi Spring è stata subito commissionata una composizione.
E a proposito di Rudi Spring: raramente qualcuno ci ha colmato di così splendidi regali come lui. Già in primavera con un concerto di Mozart ed una lettura scenica delle sue lettere, con un concerto portrait a ottobre, con un concerto per i borsisti e tutto il personale della Villa a dicembre, il concerto di Natale, e non sono infine da dimenticare le esecuzioni delle sue opere a giugno e dicembre. Per questo gli siamo tutti molto grati.
Nel mese di dicembre, come già l’anno scorso, la Villa e i borsisti hanno concluso l’anno accademico con tre eventi sensazionali. Dapprima, il 1° dicembre, Hinterland, la grande presentazione finale dei borsisti che ha richiamato anche questa volta centinaia di visitatori. Wolfgang Kaiser ha esposto una complessa installazione riferita completamente al suo anno trascorso a Roma, Manuel Franke ha invece creato un’installazione spaziale assieme a sua moglie, l’ex borsista Leni Hoffmann. Rudi Spring ha dovuto suonare due volte le sue composizioni a causa della grande ressa di spettatori. Sandra Hastenteufel ha messo in mostra i suoi nuovi scurissimi disegni a carboncino, Jakob Timpe un grande e voluminoso modello del suo progetto di un padiglione ristorante nell’area del Goethe-Institut a Roma, Gabriele Basch i suoi papercut vegetali che nel corso dell’anno si erano progressivamente estesi sulle pareti del suo studio, mentre Veronika Kellndorfer ha rappresentato con proiezioni, acquerelli e un modello la zona di Roma immediatamente nelle vicinanze della Villa, lo splendido edificio sede delle Poste a Piazza Bologna progettato da Mario Ridolfi negli anni trenta. Gli artisti visivi di Villa Massimo hanno inoltre allestito congiuntamente una mostra nella galleria che ha dato il titolo alla serata.
Gli scrittori hanno letto nella Sala Mosaico: Feridun Zaimoglu, che ha nuovamente entusiasmato il pubblico anche con il suo stile di lettura e Julia Franck, che ha aperto la serata per tutti i borsisti con un emozionante racconto.
Tre giorni dopo, nella grande sala dell’Auditorium, la nuova sede di concerti a Roma progettata da Renzo Piano, ha avuto luogo un concerto di Villa Massimo organizzato in collaborazione con l’Accademia Nazionale di Santa Cecilia e il Festival Scelsi. Il rinomatissimo Ensemble Recherche ha eseguito brani di Schubert, dell’ex borsista di Villa Massimo Hans Zender, stimatissimo anche in Italia, dei nostri attuali borsisti Rudi Spring e Sebastian Claren nonché di Giacinto Scelsi, nel cui festival abbiamo inserito appunto questo concerto. Eravamo un po’ più di duecento ascoltatori, ma c’erano a disposizione tremila posti. La cosa straordinaria è che, per la prima volta nell’Auditorium, spettatori e musicisti si sono riuniti sul palco ed il concerto nella sala separata da pannelli di legno ciliegio e immersa nella più totale oscurità è stato una squisitezza acustica e visiva. È stato un esperimento riuscito, a cui hanno presenziato collaboratori di Renzo Piano, ma anche il Professor Gerhard Müller di Monaco di Baviera, artefice dell’eccezionale resa acustica di questa celebre casa concertistica, accompagnato dalla moglie.
Il 12 dicembre Villa Massimo ha avuto tre ospiti su iniziativa di Veronika Kellndorfer: il Dr. Heinz Schütz e il Professor Walter Grasskamp di Monaco di Baviera nonché il Dr. Wolfgang Lange di Bielefeld, che hanno disquisito dinnanzi ai borsisti e alcuni invitati sui temi della città, dell’immagine e dello spazio urbani. Questo simposio, con l’intervento di Wolfgang Lange su Goethe e Brinkmann, ha trattato molto da vicino Roma e Villa Massimo, collocando così gli stessi soggiorni dei borsisti in un doppio rapporto storico.
L’ultima manifestazione pubblica dell’anno accademico di Villa Massimo si svolge, così sembra, sempre a Napoli. Dopo le suggestive esperienze dell’anno scorso siamo stati di nuovo invitati da Camilla Miglio e Monica Lumachi dell’Università L’Orientale e dalla libreria Dante & Descartes di Raimondo di Maio nel bell’atelier di Lello Esposito a Palazzo San Severo, in Piazza S. Domenico Maggiore, nel cuore della città. Essere ospiti in quella sede è stato un grande regalo di Lello e per questo gli siamo oltremodo grati. Come l’anno scorso l’atelier era gremito di giovani a cui questa volta Feridun Zaimoglu ha letto brani su una Germania che sicuramente non avevano mai conosciuto così prima. Con i suoi caratteri umani feriti, Zaimoglu ha dipinto un ritratto assolutamente positivo della Germania al di là delle consuete immagini. Ha commosso profondamente gli spettatori, suscitando esclamazioni come “Ma è proprio come da noi!”, in altre parole ha mostrato in Italia che ci si può avvicinare alla Germania anche con molta emozione e umanità.
Non mi resta che riferire di un progetto a lungo termine che verrà concluso a metà del 2006: il German Room della FAO, l’Organizzazione per l’alimentazione e l’agricoltura delle Nazioni Unite con sede a Roma. Questa sala conferenze, di cui hanno usufruito tutti i Paesi membri, dopo 30 anni di utilizzo doveva essere ristrutturata e il Dr. Heiner Thofern della Rappresentanza Permanente Tedesca presso la FAO voleva affidare questo compito a una borsista di Villa Massimo, l’architetto berlinese Heike Schuppelius (borsista di Villa Massimo, SVM ‘04). Il progetto è in corso da molto tempo e ha ricevuto forti impulsi dalla nuova amministrazione del Ministero Federale dell’Alimentazione, dell’Agricoltura e della Tutela dei Consumatori. Così Villa Massimo è indirettamente coinvolta in tre progetti edilizi a Roma: la sala conferenze della FAO, il padiglione ristorante di Jakob Timpe al Goethe-Institut ed il progetto di Bioarchitettura, commissionato dal Comune, Lunghezzina II (due palazzine con 32 appartamenti), grazie ad un concorso vinto dal gruppo di architetti diretto dall’ex borsista, oggi giurato e ospite d’onore, Professor Thomas Herzog di Monaco di Baviera (SVM ‘71-‘72) tra 180 partecipanti.
Gli ospiti d’onore di quest’anno sono stati Jürgen Partenheimer, Thomas Herzog, Max Uhlig, Wilhelm Genazino, Rebecca Horn, Rüdiger Safranski, Cees Nooteboom, Martin Mosebach, Guntram Vesper, Heinz Werner Zimmermann, Sean Scully, il team di architetti Wolfgang Lorch e Nikolaus Hirsch, Wolfgang Laib, Joep van Lieshout, Michael Tacke, Walther König, Arnold Stadler e Stefano Scodanibbio.
In quest’anno di svolta politica in Germania desidero ringraziare sentitamente il nostro già Ministro Aggiunto Christina Weiss e salutare cordialmente il nuovo Ministro Aggiunto Bernd Neumann. Il Direttore Generale Dr. Knut Nevermann ci ha sempre affiancato con comprensione, fornendoci aiuti e consigli, così come il Direttore Generale Dr. Sigrid Bias-Engels. Il Capo di Divisione Hans Göser e i suoi collaboratori, primo fra tutti il Signor Hans Schulz, ci hanno altresì assistito con fidati consigli e aiuti. Il Capo di Divisione Michael Tietmann e i suoi collaboratori, unitamente alla Signora Rosa Schmitt-Neubauer, hanno consentito la realizzazione di importanti migliorie funzionali a Villa Massimo. Per la prima volta nella sua storia il bell’edificio e il piazzale antistante sono illuminati e i sentieri percorribili senza pericolo di rovinarsi le scarpe, ma soprattutto: da alcune settimane nella Sala Mosaico di Villa Massimo possono venir eseguiti concerti. In questa sala e negli atelier dei compositori abbiamo potuto realizzare assieme al Professor Thomas Herzog e al Professor Gerhard Müller del Politecnico di Monaco di Baviera, che hanno lavorato tra una conferenza e l’altra e gratuitamente nei giorni di ferie, interventi di insonorizzazione estremamente efficienti, per i quali li ringraziamo di tutto cuore. Lo si desiderava da decenni. Eppure alla fine del primo concerto un ospite ha osservato: il nostro pianoforte potrebbe essere migliore...
Nel nostro Capo di Divisione Rosa Schmitt-Neubauer abbiamo sempre trovato un’affidabile sostenitrice pronta ad adoperarsi energicamente a nostro favore nonché una benevola ascoltatrice, ma soprattutto: fiducia. Desidero ringraziare vivamente lei e tutti i suoi collaboratori per il loro prezioso lavoro e aiuto nonché per la loro comprensione e pazienza: Gabriele Beelitz, Annegret Blaut, Walter Braune, Georg Goßler, Renate König, Hans-Günter Mainz, Katrin Schenk e Marlies Stüber.
A Roma i miei ringraziamenti vanno a Ludovico Pratesi e Nicola Sani, che hanno reso possibile la realizzazione di diversi eventi, al Dr. Heinz-Jürgen Beste dell’Istituto Archeologico Germanico, che ci ha guidato attraverso Roma e Pompei, al Dr. Lutz Klinkhammer dell’Istituto Storico Germanico, che ci fa di volta in volta conoscere meglio la storia della Roma moderna, a Tobias Piller e Giulio Zumstein, che concorrono a mantenere intatto il filo che ci lega agli imprenditori mecenati, a Pippo Mannino, il Presidente del Consiglio Comunale di Roma per il suo costante appoggio, a Gaston Fournier-Facio, il Coordinatore artistico dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia e infine, a Napoli, Raimondo di Maio e Lello Esposito, Camilla Miglio e Monica Lumachi, al Sindaco di Olevano Romano Guglielmina Ranaldi, al Direttore del MACRO Danilo Eccher e al Vice Presidente di DaimlerChrysler Italia Volker Wiedmeyer per il loro concreto sostegno.
Come già accennato in precedenza, un grazie particolare va rivolto al Dr. Marco Saltalamacchia di BMW Italia, al Dr. Nikolaus Schweickart dell’Altana di Bad Homburg nonché a Irene e Rolf Becker di Baierbrunn.
Tutto questo non avrei potuto scriverlo se a Villa Massimo non ci fossero state l’instancabile Direttrice amministrativa Ute Brunn e la sua diretta collaboratrice Manuela Spohn, Dennis Päschel e Shara Wasserman con il loro impegno e la loro ingegnosità, Ornella Aiello e Floriana Donati in segreteria, Susanne Kreisel per la stampa, Susanne Husse per la homepage e molte altre mansioni e Maria Laura Geramb in biblioteca, Maria Laurìa, Paola Pizzuti e Teresa Bonucci per come ci hanno fatto brillare la casa, Maurizio Baroncini nel parco, Federico Tozzi in portineria e dappertutto, Antonietta Mampieri a Olevano Romano nonché le tirocinanti Anna Cassel, Ina Höffken, Franziska Gysler, Sarah Höhne, Constanze Zawadsky e Agnese Picari. Tutti hanno contribuito in modo sostanziale.
Chapeau a Voi tutti, abbiamo avuto un anno ricco di eventi!
Dr. Joachim Blüher, il 28 dicembre 2005