Relazione annuale 2007
Relazione annuale 2006
Relazione annuale 2005
Relazione annuale 2004
Relazione annuale 2003
Jury


RELAZIONE ANNUALE 2004


Quando Luca Cordero di Montezemolo è diventato Presidente della Ferrari, ha promesso subito gli azionisti: datemi tempo un anno e non riconoscerete più la Ferrari. Quando, il secondo anno, si è presentato per la resa dei conti, ha dovuto rettificare: datemi tempo altri due anni per farcela. La storia è tanto divertente quanto vera.
Il primo anno è quello in cui si costruisce: faticoso, poiché manca ogni routine, facile, poiché non c’è esperienza ad ostacolare. Se si ha avuto successo, nel secondo anno bisogna confermarlo verso l’esterno e consolidarlo all’interno tramite correzioni. Il terzo anno mostra poi se si ha agito bene e in seguito, nel caso ideale, non si dovrebbe cambiare più nulla, dato che l’orientamento fondamentale è stato definito.
Noi siamo nel secondo anno della Villa Massimo dopo la riapertura, il 2004.

I borsisti del primo ciclo hanno lasciato l’Accademia a metà gennaio. Si sono goduti molto il soggiorno a Roma e da qui hanno portato tanto con sé; non va tuttavia taciuto che c’è stata anche qualche insoddisfazione. Il primo anno è stato plasmato prevalentemente dalle concezioni del nuovo Direttore, da me. La Villa doveva ottenere rapidamente il riconoscimento del pubblico e dovevano essere poste le basi per l’orientamento e la qualità futuri. Ciò che talvolta non ha ottenuto un sufficiente effetto a livello pubblico sono state le idee dei borsisti.
In effetti c’è un dualismo tra il modo in cui Villa Massimo si presenta in pubblico e le idee che hanno la maggior parte dei borsisti della presentazione del proprio lavoro – però un dualismo fruttuoso. I borsisti, tutti e non soltanto quelli tedeschi, a Roma sono quasi senza eccezione sconosciuti, a prescindere dal rango che rivestono al Nord e l’interesse qui è inizialmente limitato. Per suscitare attenzione e attrazione sono necessari i parametri italiani e romani, che per il gusto nordico risultano talora troppo mondani, alquanto inadeguati allo scopo. Si viene poi ad aggiungere la presentazione dell’arte – Baselitz o Kounellis non sono nomi che hanno bisogno ancora di conferme. I borsisti non sono sempre d’accordo, si desidera spesso che la presentazione al pubblico sia più discreta, con in cambio l’arte nettamente in primo piano. Premetto che i borsisti di questo ciclo mi hanno mostrato come sia giustificata questa concezione e si è reso evidente che una moderna Accademia deve sì rappresentare cosa richiedono l’arte e la posizione pubblica, ma necessita altresì di una secessione e precisamente al suo interno.
Quest’anno io credo che abbiamo trovato una strada comune pur nella più grande diversità, che qui significa varietà e ricchezza. Di ciò tratta la presente relazione.

Ancor prima dell’inizio ufficiale delle loro borse di studio, Heike Schuppelius, Martin Schmidt, Eva Hertzsch, Adam Page e Tina Andric erano giunti a Roma per partecipare ad un workshop della prestigiosa Accademia Nazionale di San Luca, assieme ad architetti italiani e borsisti di Francia, America e Gran Bretagna. Il tema era l’elaborazione di proposte alternative per la Tangenziale Est, un’autostrada cittadina che un tempo era stata fatta passare attraverso un’area residenziale densamente edificata - un ecomostro. Un inizio così brusco del soggiorno non è stato certo facile, ma è un metodo meraviglioso e istruttivo per avvicinarsi a Roma partendo dal quotidiano e trovare anche subito degli amici.

A febbraio è stata inaugurata una retrospettiva concentrata degli acquerelli di Per Kirkeby, in presenza del Presidente del Consiglio d’Amministrazione dell’Altana AG, Dr. Niklaus Schweickart, e della Direttrice del Kulturforum dell’Altana AG, Andrea Firmenich, che ci hanno fornito un generoso contributo in termini di contenuti e logistica. Le opere erano di una rara bellezza, ma al di là di questo a me è parso importante, con Per Kirkeby, non solo presentare a Roma il più celebre artista scandinavo vivente, la cui opera non sarebbe concepibile senza il suo riferimento alla Germania, ma anche ricordare la lunga serie di incontri tedesco-danesi tenutisi a Roma, il cui inizio – così importante per Olevano – risale ai rapporti tra Bartel Thorwaldsen e Joseph Anton Koch. Il tedesco di salute cagionevole vi si era recato per ristabilirsi su consiglio del danese e da allora il flusso di artisti tedeschi non si è più arrestato.

All’inizio di marzo ha avuto luogo la tradizionale festa di “housewarming”, volta all’incontro dei nuovi borsisti con altri artisti, borsisti oltre che con i rappresentanti della vita pubblica cittadina. Quella sera avevamo come ospite nientemeno che il Ministro Federale dell’Interno Otto Schily, i borsisti avevano cucinato loro stessi, ma lo scopo si è perso nel grande successo dell’evento. Pertanto, gli incontri che non si erano più potuti svolgere a causa della gran folla di ospiti li abbiamo recuperati con una cena informale a cui sono state invitate circa sessanta persone.

Uno dei nostri regolari incontri di lettura, a cui ci invita la Casa di Goethe in Via del Corso, si è tenuto ancora a marzo con Marion Poschmann, Dieter M. Gräf e Ralf Bönt della Casa Baldi.
A Casa Baldi, la nostra sede distaccata a Olevano Romano (a circa un’ora da Roma), solo due giorni più tardi c’è stata una novità: il 27 marzo Ralf Bönt e l’Architetto Tina Andric assieme all’artista Nicola Stäglich di Villa Serpentara, che appartiene all’Accademia delle Arti di Berlino, si sono congedati dalla città con una manifestazione congiunta ed una cena. È stata una giornata particolarmente allegra, che è iniziata alle quattro ed è terminata a notte inoltrata con esposizioni ed una lettura di Ralf Bönt in inglese, perché oltre a tanti italiani, con il Sindaco Guido Milana in prima linea, erano venuti anche borsisti dell’Accademia spagnola, olandese, americana e britannica e perfino ospiti dalla Lituania e dall’Australia. Un grande, splendido successo, fondato unicamente sull’iniziativa dei tre borsisti.

Soltanto un quadro al massimo, la nostra serie di mostre in cui due eminenti artisti si incontrano con un’opera ciascuno, ha nuovamente richiamato molta attenzione. Questa volta i protagonisti erano Jörg Immendorff e Jannis Kounellis. Diversi pool radiotelevisivi nonché tutti i giornali importanti erano rappresentati alla conferenza stampa ed anche alla cena e alle inaugurazioni era di nuovo presente la Roma culturale. Le opere erano di un’estrema suggestività, Jörg Immendorff con una retrospettiva impressionante, riferita a tutta la sua produzione artistica e Jannis Kounellis con un’opera mediterranea creata espressamente per questa mostra, particolarmente toccante perché una delle sue componenti era una rete da pesca piena di capelli umani.

La primavera ha visto la realizzazione di ulteriori manifestazioni, tra cui letture e concerti dei nostri ospiti d’onore, un convegno su Dilthey organizzato dall’Ambasciata Tedesca, il conferimento del Premio Mittner del DAAD, una lettura dei nostri borsisti nel corso di una straordinaria manifestazione di tre giorni di teatro, film e letteratura dedicata a Pasolini, nel suo castello privato presso Viterbo aperto per la prima volta ai visitatori, un dibattito pubblico su Critica d’arte e poesia tra Markus Lüpertz e Durs Grünbein ed infine, il 25 maggio, un convegno in occasione del 125esimo anniversario della morte di Gottfried Semper a Roma, con alcuni interventi straordinariamente ricchi di contenuto, tra cui in particolare quello della Direttrice della Hertziana, Elisabeth Kieven, che ha esposto una trouvaille di storia dell’arte con tale vivacità e gioia che gli applausi per lei non finivano mai – un momento magico.

Il 10 giugno, il giorno di nascita del nostro fondatore Eduard Arnhold, abbiamo celebrato la nostra festa estiva e vogliamo continuare a farlo in questo giorno anche in futuro. I borsisti, come l’anno precedente, avevano già aperto i loro atelier e presentato i loro progetti. I festeggiamenti si sono poi prolungati con molti ospiti fino a tarda notte (del resto che cosa non dura qui all’Accademia fino a tarda notte?), sulle note della Banda di Testaccio, un’orchestra straordinaria, versatile e particolarmente simpatica, i cui membri provengono da un quartiere popolare di Roma e hanno un’età che va dai dodici ai settant’anni.

Un concerto da solista è stato eseguito su iniziativa del nostro ospite d’onore Helmut Lachenmann: il 21 giugno il grande contrabbassista Stefano Scodanibbio ha suonato nel cortile interno del villino un pezzo proprio (la cui riduzione in un concerto tenutosi all’inizio dell’anno aveva provocato le ovazioni del pubblico romano), l’ultima première romana di Luciano Berio e le prime dei nostri borsisti Jamilia Jazylbekova e Carsten Hennig.

Il 26 giugno Saskia Niehaus, Thomas Hettche e Ina Abuschenko si sono congedati da Olevano – ancora più pubblico che a marzo, il Sindaco Milana che aveva portato tanto da mangiare da far piegare i tavoli ed un simpatico aneddoto: Thomas Hettche aveva cercato un attore per una lettura dal suo romanzo recentemente pubblicato in Italia, ma alla fine non ne ha trovato nessuno, perché ai due che avevano dato conferma, il giorno della lettura il testo era parso troppo indecente. Il Sindaco ha quindi disposto che il testo venisse letto dal suo segretario, che lo ha fatto bene e soprattutto Thomas Hettche era visibilmente soddisfatto.

Prima che a luglio Marina Micchetti avviasse di nuovo il suo Invito alla danza, a cui hanno assistito spesso anche nostri ospiti e borsisti, ci sono state altre due particolari manifestazioni. Il 1° luglio a Villa Massimo si è parlato olandese: in collaborazione con l’Accademia Reale Olandese ed altre istituzioni olandesi con sede nei Paesi Bassi abbiamo inaugurato a Villa Massimo una mostra di arte olandese contemporanea ed un dibattito sul tema Het eeuwig Licham (Il corpo eterno, non La salma eterna, come avevo tradotto io suscitando l’ilarità di tutti gli olandesi presenti). Con quale cromaticità e vivacità ci ha convinti l’Olanda! E sopra la scritta “Accademia”, sul cancello d’ingresso, è rimasta appesa a lungo una bandiera corsara con teschi e la dicitura Accademia Olandese – non s’è mai visto un arrembaggio più amichevole. In quell’occasione è stato da noi per due mesi anche l’artista di Amsterdam Albert van Westing. Avevamo offerto al Fondo Nazionale Olandese per le Arti Figurative un soggiorno di due mesi come ospite ad un artista olandese, al fine di sostenere gli sforzi intrapresi in Olanda per la promozione degli artisti a Roma. La cooperazione europea può concretizzarsi anche così.

E con l’assegnazione del Globo d’Oro della stampa estera, il 3 luglio, prima della pausa estiva l’Accademia ha riaperto ancora una volta le porte agli splendori della società. Era presente il cinema italiano, Roma così come Venezia, e sono stati premiati anche le nostre star e i nostri beniamini: Virna Lisi, Carlo Verdone, Sergio Castellitto, Carlo Pedersoli (Bud Spencer), Margarete von Trotta e tanti altri, prima che le Province di Arezzo e Grosseto allestissero un grande gala dinner sui prati alti di Villa Massimo in via 21 Aprile.

Il terzo incontro tra artisti con due opere, questa volta di Markus Lüpertz ed Emilio Vedova, ha avuto luogo all’inizio della stagione, il 15 settembre. È stata sicuramente la più classica delle mostre allestite finora, un Orfeo e Euridice dipinto con grande maestria da Markus Lüpertz, il cui significato artistico esistenziale è stato subito colto proprio in quest’ambiente ed Emerging 2, un quadro dipinto da Vedova nel 1982 per la Dokumenta di allora – un’opera che era stata esposta in molti grandi musei in tutto il mondo, ma non ancora in Italia. È forse inutile dire che gli incontri tra borsisti e rappresentanti della politica e cultura romana durante la private preview sono rare occasioni di scambio informale.

Su iniziativa di Villa Massimo, a fine settembre è stata organizzata la prima Settimana della Cultura Tedesca con oltre cento manifestazioni in tutta l’Italia, e la festa d’inaugurazione si è svolta il 28 settembre a Villa Massimo grazie al sostegno particolarmente generoso del Presidente del BMW Group Italia Dott. Marco Saltalamacchia. La Villa risplendeva d’un fulgore senza precedenti, erano presenti quasi mille esponenti di tutti i settori della vita pubblica ed il Generale Leonardo Tricarico, Capo di Stato Maggiore dell’Aeronautica Militare Italiana, ci ha omaggiato con un concerto della sua orchestra diretta da Patrizio Esposito, con brani di Shaw, Mendelssohn-Bartholdy, Respighi, Bernstein e del nostro borsista Carsten Hennig, alla cui prima rappresentazione di Gold ha fatto poi solo seguito la marcia trionfale dell’Aida.

A ottobre, nell’ambito della collaborazione con il Festival romapoesia, c’è stato un incontro di lettura con Marion Poschmann e Dieter M. Gräf nella Casa delle Letterature. Villa Massimo ha dato l’incarico di effettuare le traduzioni essenziali per il pubblico italiano, un presupposto fondamentale per la risonanza in Italia di scrittori che non sono ancora stati tradotti.
La prima collaborazione con il Goethe-Institut di Roma, di cui il suo Direttore Michael Kahn-Ackermann ed io siamo stati oltremodo lieti, era una manifestazione serale di due giorni, il 15 e 16 ottobre, con opere video realizzate dai nostri borsisti Christoph Girardet, Andree Korpys/Markus Löffler ed Eva Hertzsch/Adam Page.

Congiuntamente all’Accademia Americana, il 31 ottobre abbiamo allestito a Villa Massimo la sua festa di Halloween, con un party spaventosamente divertente e costumi fantasiosi, assieme ai borsisti di numerose accademie straniere e ad amici italiani. Fortunatamente quella sera non si sono superati i limiti nazionali, almeno all’inizio: i tedeschi avevano organizzato la festa, i belgi stavano alla friggitrice, gli americani alla griglia, gli italiani si occupavano della musica e l’Austria danzava con l’Inghilterra.

Quest’anno Villa Massimo ha preso congedo dal pubblico con tre eventi sensazionali. Dapprima, il 22 novembre, c’è stata un’ulteriore première di Carsten Hennig, combinata con un pezzo di Schumann suonato dal Quartetto Faust di Berlino. È stato un raro accostamento di due opere straordinariamente belle, suonate da quattro eccelse musiciste, con una profonda emozionalità percepibile sia nella composizione che nell’esecuzione, a cui il pubblico ha tributato applausi entusiastici.

Il 7 dicembre Marion Poschmann, Dieter M. Gräf ed il nostro ospite d’onore Peter Waterhouse hanno realizzato delle letture a Palazzo San Severo, nel cuore di Napoli. Avevamo progettato la serata con Camilla Miglio, traduttrice e docente dell’Istituto Universitario Orientale. Siamo stati accolti da un pubblico per lo più giovane, competente e cordiale; la sala era gremita e le scale affollate fino all’uscita. Al termine, Villa Massimo aveva allestito un piccolo ricevimento, durante il quale si sono svolti numerosi incontri che verranno approfonditi l’anno venturo – così tanto erano piaciuti a tutti l’evento stesso, la cornice e l’atmosfera.

Uno degli eventi culmine dell’anno è stato il Salotto buono – dieci idee a Villa Massimo, l’esposizione finale di tutti i borsisti della durata di due giorni, il 25 e 26 novembre. Il tempo era stato di nuovo poco clemente, ma nondimeno sono venuti seicento ospiti, per assistere a due ricchi eventi artistici di rispettivamente quattro ore – e pressoché nessuno se n’è andato in anticipo, come ha sottolineato il nostro portiere Federico. È stato un grande successo e gli atelier erano così affollati che le opere video ed una performance hanno dovuto essere mostrate in diversi corridoi. Anche i concerti e le letture hanno visto una grande affluenza e quella sera il pubblico ha potuto convincersi dell’alta qualità e della vivacità intellettuale di coloro che hanno vissuto un anno qui a Roma. L’ampia gamma di eventi spaziava dalle fotografie ermetiche di Frank Mädler, concepito perfino dalla stampa come Romantico tedesco, fino ad un’iniziativa di Page e Hertzsch che hanno organizzato, in collaborazione con gruppi di artisti romani, una finta sala scommesse per una partita di calcio “truccata” tra una squadra del quartiere cruciale Laurentino e un gruppo di giocatori di Villa Massimo. L’anno trascorso a Roma era chiaramente tangibile nei lavori realizzati, si sono svolti numerosi intensi colloqui, in particolare anche nel parcheggio vuoto, dove sono state servite tante zuppe calde.

Quest’esposizione è stata concepita unicamente dei borsisti, dall’invito fino alla realizzazione, e sono particolarmente lieto che il pubblico in tal modo abbia potuto vedere quanto sia ampio il ventaglio della nostra arte e dei modi in cui la presentiamo. I complimenti agli artisti di Villa Massimo non sono davvero mancati e un lungo articolo sulla manifestazione pubblicato dal Messaggero ha segnalato in questo contesto, non a torto, l’importanza internazionale dell’arte tedesca contemporanea.

Gli ospiti d’onore di quest’anno hanno collaborato in vari modi a Villa Massimo e fornito contributi – se sono stati pubblici lo si può evincere da questa relazione. Il solo fatto di averli con noi è stato per tutti un piacere: Helmut Lachenmann, Werner Dürrson, Frank Zender con la moglie, Johannes Peter Hölzinger con la moglie, George Dreyfus, Jörg Immendorff con la moglie, Tilmann Spengler, Stefano Scodanibbio con la moglie, Armin Müller-Stahl con la moglie, Albert van Westing, Markus Lüpertz e Peter Waterhouse. Per Kirkeby ed Emilio Vedova avevano confermato la loro presenza, ma poi non sono potuti venire. Ci rallegriamo sin d’ora di una loro visita futura.

Anche quest’anno desidero ringraziare, anche a nome di tutti i miei collaboratori, innanzitutto il nostro Ministro Aggiunto Dr. Christina Weiss, perché abbiamo goduto sempre e con sollecitudine di ogni possibile sostegno da parte del suo Dicastero e perché si è fatto di tutto per consentirci di svolgere il nostro lavoro in loco conformemente al nostro incarico, liberamente e senza impedimenti. Questi ringraziamenti sono altrettanto rivolti al Direttore Generale Dr. Knut Nevermann, che ci ha spesso assistito con i suoi avveduti consigli nonché al Capo di Divisione Burkart Beilfuß. Anche al di là del loro lavoro quotidiano ci hanno fornito un sostanziale aiuto il Responsabile della Divisione per il Personale Hans Göser, il Presidente del Consiglio del Personale Karl Schmitz ed il Responsabile della Divisione per il Bilancio Michael Tietmann. Il K 24, la Divisione a cui facciamo capo, Gabriele Beelitz, Annegret Blaut, Elfriede Borok, Walter Braune, Georg Goßler e Hans-Günter Mainz hanno operato silenziosamente ed efficientemente, con indulgenza e comprensione per le peculiarità della città di Roma, il che non è sempre facile dall’estero. Questo è non da ultimo un merito della Signora che a febbraio è succeduta a Gerd Trautmann nella carica di Capo di Divisione: Rosa Schmitt-Neubauer. A Berlino e a Bonn ella si adopera con accortezza e vigore per il funzionamento di Villa Massimo a Roma. Noi tutti qui a Roma l’apprezziamo molto, perché lo fa con sincera affezione.
Anche a Roma abbiamo trovato e continuiamo a trovare sostegno. Desidero menzionare in particolare Aniello Verde, Capo Redattore di Rai International, Ludovico Pratesi, curatore e giornalista free-lance, Nicola Sani, compositore, Paolo Ferruzzi, Professore di scenografia all’Accademia delle Belle Arti di Roma, Giorgio Ciucci, Segretario Generale dell’Accademia Nazionale di San Luca, Vanda Perretta, Camilla Miglio e Monica Bavaj, germaniste, Ursula Bongaerts, Direttrice della Casa di Goethe, Tobias Piller, corrispondente per gli affari economici del quotidiano tedesco Frankfurter Allgemeine Zeitung, Michael Zeeman ed Erich B. Kusch, entrambi giornalisti, Guido Milana, Sindaco di Olevano Romano e last but not the least Giuseppe Mannino, Presidente del Consiglio Comunale di Roma.
Infine desidero ringraziare i miei collaboratori. Ute Brunn, Ornella Aiello, Maarit Merli, Manuela Spohn, Shara Wasserman, Susanne Kreisel, Maria Laura Geramb, Dennis Päschel, Federico Tozzi, Teresa Bonucci, Maria Laurìa, Paola Pizzuti, Maurizio Baroncini, le tirocinanti Sabine Muth, Insa Wilke, Antje Dechert, Janny van Baars, Eva Huttenlauch, Mirjam Götz, Susanne Husse e Anna Cassel nonché la nostra governante a Olevano, Antonietta Mampieri, hanno svolto l’intero lavoro, per dirla senza fronzoli, indefessamente e dando vita ad un team che collabora con cordialità ed efficienza.

Joachim Blüher
Roma, 19 dicembre 2004


< torna a inizio pagina